sabato, 16 agosto 2008, ore 12:13

 A parte visitare la moschea che in montagna non c'ea

direi che abbiamo fatto tutto, ma annoiati affatto!


Iniziare tutti i giorni con una salutare camminata

4 km discesa e salita

fra questa natura incontaminata

sbucciarci ginocchia gomiti e qualche testata

collaudare le regole della gravità

per stabilire in monopattino nuovi record di velocità


Chiedere aiuto alla natura per curare i gonfiori,

comprare libri di piante funghi e fiori

stare nel bosco a fare rutti

ad analizzare erbe, a raccogliere frutti


riempirsi la panza fino a domani

con mirtilli ribes more lamponi

portiamo qui i coniglietti!” “ancora?! Eh che 2 coniglioni!

e basta nostalgia per la fattoria

sulle dolomiti tristezza vola via”


ecco un'erbetta che fa il solletico

é menta piperita si usa come anestetico

cioè la usa chi è brutto?”

ne nasce un dibattito

Raccogliere finferli per farci un risotto

saranno commestibili? E se poi ci caghiamo sotto?”

il vicino di casa dubbi non ne ha:

son buoni eccome!” e se ne prende la metà

noi non sappiamo se fidarci o meno

divoriamo tutto, ma col telefono sul numero del centro antiveleno


Andare verso il fiume la notte di san Lorenzo

nel freddo e nell'oscurità aggrinzo

affrontare il buio tra pipistrelli e lupi mannari

tra serpenti e orsi, ci sono anche se rari,

sbalordirsi della pisciatina di stelle

che sulle nostre teste brillano tranquille

cercare le costellazioni

tra miti leggende evocazioni


cavalcare clop clop a cavallo

puzza parecchio ma è bello!

Forse col tuo che è arzillo

il mio invece sputa, è brillo

e più citrullo di Cirillo”


perdersi come Hansel & Gretel nel bosco

cercare la casa di marzapane e trovare un chiosco

comprare tanti funghi da riempire un cestino

sfoggiarli in paese per fare invidia al vicino


Lanciarsi nel tarzaning e arrampicate all'adventur park

salti da 15 metri che fifa e un po' ci si sporc

scendere coi gommoni dal greentoobing

e ringraziare Dio d'essere viving

visitare malghe castelli cascate laghi ruscelli

giocare con oche mucche scoiattoli e porcelli

trovare il vecchio rudere dove vivevano i nostri avi

progettare costruzioni futuristiche e astronavi


Mentre il piccolo lurido riposa

tinteggiare la cucina di rosa

lasciare all'ingresso l'impronta delle mani

come crescono in fretta i bimbi son strani


dopo il circo serata di bisboccia

scrivere ciao con le pietre sulla roccia

correre a casa a farci una doccia

valige in macchina anche se un po' ci scoccia

ma ora si parte per il mare

dove tutto può accadere noi

.

baci e ribaci a tutti. Lale


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giovedì, 31 luglio 2008, ore 20:25

Per contraddire chi afferma che questo blog altro non è che un nugolo di approssimativismo ecco qui l'angolo scientifico!

Alcuni scienziati di Amba provincia di Rabacci (sul confine con Ciccì Coccò) ci hanno aiutato a dare una risposta alla difficile domanda: ca*** è l'atomo?

Prestate attenzione e lo saprete (l'attenzione prestata non sarà in nessun caso restituita).

L'atomo è il pezzettino di materia più mignon che possa esistere. E' talmente piccolo che per ottenerlo dovremmo tagliare un pezzetto di carta grande così almeno 80 volte. Noi siamo arrivati fino a sette (e un po' abbiamo pure barato) poi non riuscivamo più a suddividerlo perché era già minuscolissimo, alla fine abbiamo perso sta miliardata di milioni di atomi da qualche parte sul pavimento. Tutta la materia è fatta di atomi: le mutande, la sprite, le maestre, i roller blade, i libri di scuola, i caccoli del naso

L'idea di atomo risale all'antica Grecia. Alcuni filosofi, (in foto 1 abbiamo Democrito e il suo assistente) intuirono che doveva esserci un limite entro cui suddividere la materia. Chiamarono questa entità elementare “atomo” (che non é bolognese “ah! tieni mò” bensì greco: “che non si può tagliare”). Immaginarono che l'atomo potesse avere varie forme, che fosse indistruttibile, solido e pieno e che si muovesse in continuazione nel vuoto.

Oggi sappiamo che l'atomo è composto da un nucleo e dei cosi che gli girano velocissimamente intorno (gli elettroni), (osservate nelle foto 2 e 3: un incantevole elettrone turbina talmente veloce intorno al suo tenerissimo e ridanciano nucleo che a stento si riconosce) la velocità a cui viaggiano è 10milioni di miliardi di giri al secondo (speriamo mettano la cintura!). L'attrazione che li tiene uniti si chiama “forza elettromagnetica”. L'elettrone, se gli passa vicino un po' di luce ne approfitta e se ne pappa qualche granellino (i fotoni) così mette insieme un po' d'energia. (foto 4: elettrone che si avventa vorace sull'ignaro fotone-merenda)

Può capitare che un elettrone sia affascinato da un elettrone di un altro atomo: quando succede, i 2 elettroni si uniscono. Si formano così dei legami chimici. Tanti atomi legati chimicamente insieme formano le molecole (foto 5).

Il nucleo dell'atomo è piccino picciò, ma molto denso. E' formato da neutroni e protoni che si vogliono tanto bene e quindi stanno appiccicati (foto 6). Questo “tanto bene” che li tiene compatti si chiama “forza nucleare”

Alcuni atomi si sono formati all'epoca dell'universo primordiale, altri sono stati prodotti dalle stelle (é romantico pensare d'essere composti da atomi di polvere di stelle, no? Ci fa illudere per un attimo d'essere eterni). La maggior parte degli atomi sarà integra per sempre, alcuni invece (chiamati instabili) un giorno di sole (o anche una notte con la nebbiolina) si trasformeranno in un altro nucleo emettendo alcune particelle (radioattività)

 

 


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lunedì, 28 luglio 2008, ore 08:55
scarabocchiato da alebenfenati in catene, capita, pensa allanziano che sarai doman

aderisco all'iniziativa promossa da Chissachissachisei titolata “un giorno serpente con un parente”

Ecco di seguito la relazione della giornata lavorativa trascorsa con mia cognata.

NonDireNo “andiamo in fermeria”

"andiamo in infermeria” la correggo

no no, in fermeria”, spiega lei “qui subito prima dell'entrata all'ASL, dobbiamo fermare almeno il 98% degli anziani che cerca cure mediche a scrocco del Servizio Sanitario Nazionale”

Ci muniamo di dobermann che fan correre gli arzilli vecchietti verso i centri medici a pagamento. E' divertentissimo vedere le facce rugose terrorizzate dalle zanne dei cani (che per rendere famelici sono tenuti senza cibo per giorni)

Una volta accertato che nessuno vecchietto torni sui suoi passi possiamo entrare nel vivo della giornata lavorativa: eccoci in una grande sala dove tanti anziani doloranti e visibilmente ammalati stanno in attesa del proprio turno per essere curati.

E questi da dove arrivano?” chiedo io

Ora vedrai”dice lei “Tranqu regaz, è un'amica” fa indicandomi col pollice. Scopro così che gli anziani altri non sono che il personale dell'ASL travestito con rughe, dentiere, alitosi e abiti del carity-shop.

Il gruppo una volta tranquillizzato si smaschera e riprende le attività quotidiane: festini a luci rosse dove i medici ballano “la palpata” con infermiere e impiegate. Gli infermieri invece si esibiscono in calienti strip-teas davanti alle dottoresse

Credevo che ASL stesse per Azienda Sanitaria Locale”

invece è Attività Sciocche & Lascive”dice mia cognata lanciandosi nella bolgia. Non so nemmeno se mi sente quando chiedo “quando c'è un concorso per entrare a lavorare all'ASL?”

attacco alla catena SUM, WIL, VIV e MARGHETTI


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venerdì, 25 luglio 2008, ore 22:26
scarabocchiato da alebenfenati in lutto, saggiamente

                                             non mi tradire perché ti amo

mi prendo cura di te e voglio festeggiare insieme tanti altri anni

voglio saltare, viaggiare, emozionarmi,  ridere con te

abbiamo fatto tanto e tanta ancora di vita ce n'è

ma tu non mi tradire


E' morto Randy Pausch. Ho letto da poco il suo libro.

Qui un link che parla della grandiosità di un uomo a cui nemmeno un tumore ha potuto infrangere le promesse di una vita fantastica e la realizzazione dei suoi sogni.


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mercoledì, 23 luglio 2008, ore 22:58
scarabocchiato da alebenfenati in scemenze, esperienze nuove, parole parole parole parole paro

 

da

oggi

e solo

per oggi

esaudirò ogni

tuo desiderio chiedimi

quello che vuoi, fino a mez-

zanotte sarai accontentato! Potrai

così gustare il lato blog dell'ale! Dove puoi

chiedere e non ti sarà tolto. Dove sei quello che sei e

non quello che vorresti essere. dove ciao come stai è una banali-

tà come in qualsiasi altro posto al mondo ma si dice lo stesso. Dove non

esistono regole grammaticali né sincerità emotiva dove l'unica cosa autentica

sono i sentimenti (ma forse no). Dove non si discutono questioni vitali ma si

sparano tante divertenti cazzate. Per partecipare basta scrivere un desiderio

(un solo desiderio... cosa ti costa? Gnente!) Il vincitore (colui che esprime il

desiderio più banale) si aggiudicherà lo sgnafusaccolo che vinsi barando

(invio senza spese, senza diritto di recesso, senza diritto alcuno)

partecipa subito: è garantito un innalzamento del livello di

libido. È vero! Abbocca anche tu!





questo post lo scrivo ubriaca ecco perché è un fiasco


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lunedì, 21 luglio 2008, ore 08:07
scarabocchiato da alebenfenati in mare, famiglia, cuccioli, we are family, esperienze nuove, diari diale

qui prima della mutazione che ci vedrà ricoperti di pizzichi di zanzara (c'è solo una foto perché nelle altre siamo talmente piccoli che ci vuole il microscopio per individuarci anche solo con il senso dell'intuizione)

In attesa di prendere il barcone che ci ha porterà a zonzo fra case di pescatori, fenicotteri rosa, cormorani e altra fauna, ci sdraiamo sul prato a fare trucchi di magia: un lurido fa finta di fare da spettatore che fa finta di non capire il trucco, gli altri a turno fanno finta di sparire dietro il foulard facendo finta di nascondendosi dietro le mie gambe.

Lo spettacolo è divertene, anche se l'idea di stare sul prato non è delle migliori visto che l'aria è impregnata di zanzare così agguerrite che ci viene il sospetto: sarà un'area protetta per uccelli che si nutrono di zanzare o sarà un'area protetta per zanzare che si nutrono di bambini? Sintetizzo xché stamattina vado un po' di corsa: la gita è simpatica e poi con mia cognata ci vado un tot d'accordo, insieme ci sentiamo meno mamme e più teen-ager. Nel pomeriggio portiamo i bimbi ammollo e tutto è bene quel che finisce al mare. G'day a tutti

Degno di nota: abbiamo imparato che il gabbiano reale è monogamo (che citrullo!): sceglie la gabbiana reale e le é fedele fino alla morte (che citrullo!!). La gabbiana reale invece, dopo che le uova si sono schiuse, fa finta di andare a cercare cibo, affida la prole al maschio citrullo e va ad accoppiarsi con altri gabbiani realcitrulli che le saranno fedeli fino alla morte.



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lunedì, 14 luglio 2008, ore 08:06
scarabocchiato da alebenfenati in

polmone sano              polmone di fumatore

basta! oggi smetto


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lunedì, 07 luglio 2008, ore 08:33
scarabocchiato da alebenfenati in avventure in blog

guarate un po' che mi ha portato WIL (50% genio, 50% logico: 100% ricercatore genealogico)  - leggenda o leggendola che sia, a forza di ridere m'è saltata giù l'ugola!

C’era una volta, nella turrita e porticata città di Bologna, un uomo di nome Teomondo Benfenaticus, detto Vesuvio per alcune sue peculiarità. Teomondo era un bell’uomo, simpatico e socievole. Ma non aveva amici e nessuna donna voleva stare con lui. Chissà, forse dipendeva dal fatto che, causa pessima alimentazione, il Benfenaticus mollava flatulenze fragorose e pestilenziali, da far venir giù i soffitti e corrodere i cancelli di ferro. 
Fatto sta che al suo passaggio la folla si divideva come le acque del Mar Rosso sotto la verga di Mosè (…parlo del condottiero biblico, non di un film con John Holmes), i gatti rizzavano il pelo, i cani svenivano e gli osti sprangavano gli usci delle osterie. Una volta un incauto cantiniere fece entrare Teomondo nella sua bettola e tutto il vino si trasformò in pessimo aceto. 
Qualcuno insinuava addirittura che la Garisenda pendesse in seguito ad una sua performance aerea. 
Un giorno Temondo vagava sconsolato per le viuzze del vecchio mercato, che si faceva deserto al suo passaggio, quando fu avvicinato da un individuo intabarrato. Con grande sorpresa del nostro eroe, il tipo losco gli si accostò e, con voce roca e accento lombardo, lo invitò a bere un bicchier di vino. Benfenaticus notò che il tizio era parecchio lercio e puzzava quasi quanto le sue emissioni. Si diressero verso una squallida osteria, il cui oste fu gentilmente persuaso dal truce figuro a non chiudere bottega mediante una delicata manica di scapaccioni contornati da eleganti bestemmie. 
Tolto il tabarro, l’uomo misterioso si rivelò ancora più lercio e sinistro. Disse di chiamarsi Johannes Carolus Ticinensis e di essere al soldo di un armatore che cercava gente fidata per scortare un carico fino a Ravenna, da dove sarebbe stato imbarcato per destinazione sconosciuta. 
Teomondo, che non riusciva a trovare lavoro, forse per quella sua piccola imperfezione fisica, allettato dalla vista di qualche moneta d’oro e lubrificato da alcuni bicchieri di vino (deglutiti prima che potessero acidificarsi, come accadde poi per il contenuto delle botti di quell’osteria), accettò l’incarico, siglando l’accordo con una tonante flatulenza, che svegliò la nonna sorda dell’oste e accoppò il suo gatto. 
Il viaggio a scorta del carico non fu tranquillissimo. Durante il tragitto furono assaliti dai briganti, che stavano per avere la meglio, quando al Benfenaticus, spaventato, partì una scoreggia omicida che mise fuori combattimento i banditi (ed i membri della carovana). Arrivati al porto, per gratitudine (o vendetta), gli diedero una randellata in testa e lo infilarono nella stiva della nave, assieme al carico. 
 
C’era una volta, in un’isola del Mediterraneo, una principessa di nome Sheila. Era una fanciulla bellissima, dai modi gentili e dal portamento elegante. Ma in seguito ad un incantesimo gettato su di lei dal potente mago Scorpio, a cui i genitori di lei avevano rifiutato la mano, la ragazza era afflitta da un perenne, potentissimo raffreddore, per cui passava le giornate a starnutire e, soprattutto, a soffiarsi il naso, producendo uno straziante, lamentoso suono, che le era valso il soprannome di Sirena. 
La principessa Sirena era in età da marito, ma nessun nobile rampollo sembrava volerne sapere di lei. I messi del padre di Sheila incessantemente prendevano accordi con le famiglie più importanti dell’isola e del continente, decantando le virtù della regale fanciulla (e nascondendone il piccolo difetto). I pretendenti accorrevano ma, dopo aver passato poche ore con lei, fra uno starnuto ed una lancinante soffiata di naso, se ne andavano seccati. 
I più bravi medici del reame avevano tentato di tutto per farle passare quel raffreddore stregato, senza riuscirci. Furono interpellati anche grandi stregoni, fra cui il mago Otelma, il mago Oronzo (che riuscì solo a ungerle l’intero corredo, con la sola imposizione delle mani), il mago Forest (che riuscì a trombarsela, dopo essersi infilato tappi di cera nelle orecchie). Ma niente da fare. 
Solo il mago Scorpio avrebbe potuto levare quel sortilegio. 
Un giorno, disperata, mentre guardava il mare da una scogliera, la principessa Sheila, convinta ormai che la sua vita sarebbe stata insopportabilmente solitaria, decise di farla finita. 
La chiamavano Sirena? E lei al mare si sarebbe data. Pensò quindi di gettarsi in acqua. 
 
Quando la brodaglia servita dal cuoco di bordo si inacidì (più di quanto non fosse già), quando le gallette si coprirono di una fetida muffa, quando anche il tabacco da pipa iniziò ad assumere un acuto aroma di fogna, il comandante della nave decise di vederci chiaro e di indagare. Non ci mise molto a scoprire Teomondo nascosto nella stiva. Benfenaticus cercò di spiegare la sua presenza a bordo, ma ottenne solo di essere messo ai ferri. I quali si ossidarono rapidamente. In seguito ad un principio di ammutinamento, il comandante sbarcò il nostro vulcanico amico sull’isola più vicina e poi prese il largo più veloce di una lippa. 
Camminando per la spiaggia su cui era stato lasciato, mentre i crostacei si suicidavano gettandosi nelle reti dei pescatori ed i sassi si sgretolavano, vide, alzando gli occhi, quello che gli sembrò una visione: una ragazza bellissima che… che stava facendo? Ma… si stava preparando a buttarsi da un’altra scogliera. Non fece tempo a gridare che quella si gettò. Dopo l’impatto con l’acqua Sheila, perché quella ragazza era la principessa Sirena, riaffiorò. Era troppo una buona nuotatrice per affogare. Teomondo non fece in tempo a tirare un sospiro di sollievo (ma tirò una bordata d’altro genere, che rovesciò una barca che aveva appena raggiunto la riva e fece marcire il pesce che si trovava a bordo) che alcuni pescatori al largo gridarono: “Gli squali, gli squali!”. 
Benfenaticus, che era un uomo assai generoso, si tuffò per cercare di portare aiuto alla fanciulla, che gridava in modo strano (in realtà si stava soffiando il naso a più non posso). La raggiunse e, emozionato dalla raggiante bellezza di Sheila, sparò la regina delle flatulenze, che trasformò gli squali in tanti baccalà alla vicentina. I due tornarono a riva. La principessa, dopo essersi soffiata il naso, colpita dal suo disinteressato eroismo, abbracciò con trasporto Teomondo. 
Fu amore a prima vista. Lui non fece caso a starnuti ed epiche soffiate di naso, lei, raffreddata com’era, non sentiva i mortiferi effluvi intestinali. Incuranti di tutto e di tutti vissero giorni di passione intensa e trascinante (insomma, scoparono come ricci per una settimana di seguito). 
Sheila decise di presentare Teomondo ai suoi genitori e di far leva sul suo coraggioso salvataggio per convincerli ad acconsentire al loro matrimonio, nonostante Benfenaticus non fosse nobile. 
Il re e la regina parevano ben disposti, quando, durante l’udienza, l’eroe si produsse in uno scoppiettante spettacolo pirotecnico di scoregge micidiali, sterminando l’intera corte. 
Per ordine dell’offesissimo sovrano Teomondo fu imbarcato su una nave carica di canfora, che a malapena riusciva a celare altri odori, e rispedito a Ravenna, da cui, con le pive nel sacco, tornò a Bologna. La delusione e la tristezza per la brusca fine di quella storia d’amore fu tanto forte che… si accorse di non avere più problemi intestinali! Tornato a casa, il Benfenaticus riuscì a trovare lavoro e, nel giro di pochi mesi, addirittura a sposarsi, pur non dimenticando mai la sua principessa. 
I genitori di Sheila, per evitare altri incresciosi episodi, a malincuore decisero di darla in sposa al mago Scorpio (che era di origine nobile), il quale tolse l’incantesimo raffreddatorio. 
Ma ben presto la principessa si accorse di essere incinta… questa non ci voleva, un figlio di Teomondo! La cosa andava nascosta al mago, per cui il matrimonio, con una scusa, fu rimandato di un anno. La ragazza diede alla luce un bambino, che andava affidato a qualcuno che abitasse molto lontano. Venuta a sapere del matrimonio di Teomondo, Sheila insistette perché lui tenesse il bambino, che fu chiamato Willino, a ricordo del loro breve e intenso amore. Benfenaticus accettò e sua moglie, Margherita de’ Marghettis, donna molto generosa, accolse il bimbo come fosse un figlio suo. 
 
Ed ecco perché un antenato della Benfa discende da un marinaio e da una sirena.


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sabato, 28 giugno 2008, ore 08:28

baubausecondo la teoria dell'impalugamento, se hai 3 conigli adulti + 8 baby, 1 pollo + 8 schiusini, 1 tartaruga, una comunità di topolini, un gattone e un bel po' di pidocchi e pulci, prima o poi arriva anche qualcosa che abbaia

 baubaubaubau!


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lunedì, 23 giugno 2008, ore 11:45
scarabocchiato da alebenfenati in we are family, mamma, luridi inferiori, luridinferiori

Un ottimo sistema educativo è quello di premiare i bimbi ogni volta che si conformano alle regole, così a ogni merito attacco una stellina al frigo. 15 stelle un regalo a loro scelta, che costi poco però: il budget massimo è 15 euro. A ripensarci ora che overdose di ingenuità la mia. E dire che m'era parso di valutare tutto: somma delle percezioni sensoriali, informazioni al cervello, ipotalamo e lobo limbico. Invece era già così vicino il giorno in cui la forza delle mie teorie si sarebbe scornata con la realtà dell'ingegno dei cuccioli (e avrebbe clamorosamente perso). Ma proseguiamo coi fatti: il sistema funziona: i luridi sono meno luridi: si lavano i denti, dormono nei loro lettini, cenano senza trasformare la cucina in una falegnameria di trucioli briciolosi.

Finché un giorno...

LURIDI “15 stelline! Vogliamo 2 conigli”

LALE “Ah si che bell'idea! 2 peluche a forma di coniglietto!”

LURIDI “No. Vogliamo 2 conigli vivi!” Quando sento così sobbalzo

LALE “Eh?”

LURIDI “costano 15 euro e hai detto tu che ci prendevi quello che volevamo”

Sti 2 paraculo mi han fregata come al solito... non posso che ammetterlo. D'altronde sono un essere umano: carne, sangue, terminazioni nervose, messaggi chimici inviati al cervello. E quei messaggi chimici dicono “perché perchè mi faccio sempre fregare?!”

Così si va al coniglile. I luridi tornano a casa con 2 conigli e un'aria da fanatici spaventosamente felici, io con 2 rughe in più e la netta sensazione che presto perderò il controllo.

LURIDI “Mamma, cosa fanno uno sull'altro?”

LALE “Mannaggia la pupazza, Fanno l'amore!“

LURIDI “Ohhh avremo tanti piccoli conigliettini!!”

LALE “merda”

nonostante le numerose trombatone la coniglia non rimane incinta, qualche tempo dopo scopriremo che sono due maschi...

Alle successive 15 stelle scatta la coniglia, che sia femmina con la passera per davvero si raccomandano i luridi col conigliaio. La coniglia è lesta e subito la prima notte scappa saltando la rete del recinto, la riprendiamo e lei riscappa scavandosi un tunnel nella terra. E' una superprofessionista della fuga, ma (come in ogni storia di evasione che si rispetti) ci sono dei superprofessionisti del riacchiappo: noi! Tra una latitanza e l'altra troviamo le sue tracce fuori dalla rete dei conigli (che nel frattempo sono sempre uno sull'altro e non ci pensano proprio a lasciare l'alcova)

Sintetizzo perché non voglio scrivere un post pieno di dettagli futili: dopo vari andirivieni e vicissitudini ecco qui cosa troviamo una mattina.conigliettiancora

Cos'è? Dirai tu. Allora ecco un primo piano. conigliettiA partire da sinistra in senso orario ti presento: Striscino Macchietto Ubaldo Sgnig Sgnac ... ehm, li sto inventando perché non ricordo bene i nomi che gli han dato i luridi

E non è finita, mentre nella conigliera la coniglia allatta sotto la siepe una chioccia (arrivata non si sa bene da dove) cova, e ecco qui 8 robi pigolanti. pio

Che devo dire: spero almeno che quando saranno adulti alfabetizzati i luridi si ricordino con nostalgico affetto di tutta questa vita vera e creativa che gli procurava la mamma quand'erano batuffoli

pio1same mi assistano e mi mantengano quando sarò una vecchiaccia bisognosa tipo mummia riemersa dal sarcofago*

 

(*avendo io poco più di 20anni si parla del 2068)

ah: una domanda: è nato prima l'uovo o la coque?

 


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